Magneti Permanenti e Calamite

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Magneti in Neodimio

Pastiglie, anelli, blocchi e sfere magnetiche in Neodimio: un materiale magnetico nuovo ed eccezionale con qualità superiori rispetto alle ferriti anisotropiche tradizionali

Produzione Magneti in Neodimio

I magneti in Terre Rare (Neodimio-Ferro-Boro) rappresentano quanto di più tecnologicamente avanzato il mercato possa oggi offrire.

Sono prodotti per sinterizzazione a vuoto. Il Neodimio-Ferro-Boro sta rivoluzionando la tecnologia moderna. Non esiste campo che non venga influenzato da questi nuovi supermagneti.

Gli hard disk dei computer girano 10 volte piu' veloci di quanto non facessero prima quando utilizzavano semplici magneti in alnico.
Il neodimio ha incredibilmente incrementato le prestazioni di tutti i motori elettrici, gli altoparlanti sono stati miniaturizzati e sviluppano potenze nettamente superiori, gli interruttori di prossimita' lavorano a distanze triple e si potrebbe andare avanti per ore ad elencare tutti i settori che hanno subito benefici enormi grazie all'avvento di questa nuova composizione magnetica.

Sintetizzato per errore da un tecnico della Fujitsu, il neodimio è subito diventato un materiale fondamentale per i produttori di alta tecnologia. Inizialmente (intorno al 1990) le prime formule permettevano di raggiungere una potenza di 35 MGOE (cioe' 7 volte superiore ai materiali tradizionali in commercio).

Oggi sono normalmente disponibili gradazioni di neodimio che arrivano fino a 52 MGOE e i fisici asseriscono che in futuro si potrà arrivare fino a 80 MGOE con ulteriori impensabili rendimenti nelle prestazioni finali. Il Neodimio Ferro Boro fa parte della famiglia delle Terre Rare.

Le Terre Rare, nonostante il loro nome, non sono poi così rare come si potrebbe credere. Il problema principale è quello di trovare giacimenti ricchi e puri che possano giustificare la produzione nel lungo termine. Una volta localizzati i siti, il secondo grande problema è quello della separazione dei vari metalli tra loro e questa tecnica è molto costosa e altamente inquinante.

La Cina che possiede circa il 40 % delle Terre Rare ha la grande fortuna di possedere due grandi siti uno vicino a Batou, confinante con la Mongolia, e uno nel sud che risultano essere molto puri e molto ricchi di materiale. Grazie a questi due giacimenti di neodimio ed a una politica di prezzi bloccati nel tempo, la Cina (che attualmente produce circa il 97% della richiesta mondiale) ha convinto il resto del mondo che non c'era bisogno di produttori alternativi e, nel momento in cui i pochi concorrenti hanno smesso di produrre (USA, CANADA, GERMANIA, AUSTRALIA ecc.), i cinesi si sono ritrovati con il monopolio mondiale del prodotto. A quel punto i prezzi sono, letteralmente impazziti.

Dal luglio 2010 a settembre 2011 i prezzi del neodimio e del praseodimio, del Terio e del Dimprosio (utilizzati nei magneti in Neodimio per aumentare la resistenza alla temperatura) sono aumentati fino al 800% !!!!! Per fortuna da settembre 2011 i prezzi di tutte le Terre Rare sono di molto calati ma rimangono sempre alti rispetto al passato e l'instabilità dei prezzi rimane una costante.

Il Giappone, principale utilizzatore di Neodimio e Terre Rare in genere, è rimasto letteralmente bloccato dalla politica Cinese e senza nessuna alternativa.

Per capire l'importanza strategica di questo prodotto, basti pensare che i giapponesi hanno valutato la possibilità di poter avviare un'estrazione nel mare del Giappone a 3000 metri di profondità con costi enormi ma che permetterebbe l'autonomia dalla Cina. Attualmente sono allo studio le aperture di diverse miniere di Terre Rare nel mondo, ma anche nel migliore dei casi non si prevede di poter produrre prima di 5 anni, ammesso che venga individuato il sito giusto.

Inoltre, bisogna considerare che anche altre Terre Rare sono strategiche per l'alta tecnologia (produzione di lampade, schermi computer, batterie per auto elettriche, telefoni cellulari, lampade fluorescenti ecc. ) e che quindi non se ne può proprio fare a meno.

Inizialmente il Neodimio poteva resistere fino a 120°C, dopodiché il materiale tendeva a demagnetizzarsi. Questo riduceva di molto i campi di applicazione, ma oggi le nuove tecnologie hanno innalzato questo limite fino a 230°C. Anche il problema della corrosione è stato sorpassato grazie a tecniche innovative di rivestimento che permettono una protezione garantita nel tempo.

Normalmente i magneti in neodimio vengono protetti con bagni speciali di zinco o nichel ma a volte anche con rame o altri materiali speciali.

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